Stimoli innominati, sofferenze senza cure e passioni senza risposte

“A work full of power, emotions, passion and transgression, where images create a contrast between the fantastic surreal and the contamination of reality.

A sharp-witted artistic pursuit sometimes surrounded by unknown randomness.

A photographic compendium of the moment that begins with a brilliant idea and takes shape in a magic reality for a lasting impression over time”.

 

“We don’t need to name all our emotions.

Art is created by unnamed élan. Reliefless suffering and passion without answers.

It is a surreal reality. It’s there, tangible, visible and livable.

And, at the same time, so elusive, insubstantial, ethereal.

It’s beyond. Beyond words. It’s all you’re enjoying with your senses.

It is everything is there, in your images. It is all it’s already in you, but you still don’t know what it is”.

 

“…Umberto Stefanelli’s art, in Rome as Paris, in Tokyo as in Shanghai, is a language: a universal language, as is the language of the heart and therefore his art is a poetic language that avoids the Tower of Babel of arrogance, baseness and cynicism that all other languages far to often nowadays, offer us merely daily prose”.

 

“Un’opera ricca di stimoli, di sensazioni, di passioni e di trasgressioni, che tradotta in immagini crea contrasto tra il fantastico surreale e la contaminazione della realtà.

Una consapevole ricerca artistica a tratti contornata da un’incognita casualità.

Una sintesi fotografica dell’attimo, dell’istante, che dalla folgorante idea prende corpo nella fantastica magia della realtà per un’impronta indelebile nel tempo”.

 

“Non abbiamo bisogno di dare un nome a tutte le nostre emozioni.

L’arte è creata da stimoli innominati. Da sofferenze senza cure e passioni senza risposte.

E’ una realtà surreale. E’ là, tangibile, visibile, vivibile.

Eppure così inafferrabile, inconsistente, eterea.

E’ oltre. Oltre le parole. E’ tutto ciò che stai assaporando con i tuoi sensi.

E’ tutto ciò che è là nelle tue immagini. E’ tutto ciò che hai dentro, ma non sai ancora che cos’è”.

 

“…L’arte di Umberto Stefanelli, a Roma come a Parigi, a Tokyo come a Shanghai, è un linguaggio: linguaggio universale, come è quello dell’animo, del sentimento e quindi linguaggio della poesia per evitare la Babele dell’arroganza, del grigiore, della bassezza, del cinismo che, in tutte le lingue, offre oggi, troppo spesso, la prosa quotidiana”.

 

 

 

 

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