5
Giu
2011
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Una prigione atipica – An atypical prison

Una prigione atipica.
Cemento, ferro e finestre spalancate sul cielo.

La figura umana è il dettaglio che riempie un’opera altrimenti troppo vuota.
La fotografia vive di equilibri instabili.

La ricerca è il punto di partenza. La scoperta quello d’arrivo.

ENGLISH

An atypical prison.
Cement, iron and windows open to the sky.

The human figure is the detail that fills an otherwise too empty frame.
Photography lives in an unstable equilibrium.

Searching is the starting point. Discovering, the one of arrival.

8 Responses

  1. Francy

    I pochissimi elementi e la quasi totale assenza di colore, non fanno che rafforzare questa bellissima fotografia.

  2. Valentina

    È assolutamente vero che la fotografia è sempre in bilico.
    Sta a noi saper trovare il giusto equilibrio.

  3. Parole sante! L’elemento “umano”, poi, fa sempre la differenza in fotografia e questo la dice lunga su quanto il nostro cervello cerchi di identificare noi stessi in quel che vediamo. Un “IO” allo specchio

  4. PikaIsBack!

    Mi piace tanto la tonalita’, la quasi perfetta simmetria pero’ non mi fa impazzire! Cuggiosàn di solito susciti emozioni nello scatto, questa la sento piu’ fredda delle altre, come se stessi cercando di trasmettere uno stato di tristezza velata pero’, senza la solita poesia. Cioe’ vedo parecchio occhio, parecchio manico, molto studio ma non il solito “carpe diem”.
    Forse, anzi probabilmente e’ un mio limite!
    🙂 🙂 🙂

  5. mm

    Mi piacciono i termini MIMesi e Apprendista Stregone.

    Nessun limite Pika. Ognuno si rapporta con le immagini come meglio crede. E’ importante conservare un’autonoma capacità di giudizio ed anche di critica.

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