4
Feb
2012
0

Vediamo ciò che vediamo – We see what we see

Vediamo ciò che vediamo.
Ognuno di noi è libero di interpretare come meglio crede.

Percorrere a ritroso l’ispirazione repressa, per abituare l’istinto a sopprimere l’ingombro dell’intelletto.

Non sempre è possibile. Non sempre è giusto.
Ma quando capita, cercate di cogliere l’occasione.

ENGLISH

We see what we see.
Everybody has his own interpretation.

Walk back on a repressed inspiration. Our instinct get used to go over the mind obstacles.

This is not always possible. This is not always right.
But when it happens, try to seize the opportunity.

23 Responses

  1. mm

    Bentornata Francesca e grazie!

    Sì Michela, proprio un mare di marmo.

    E’ da un pezzo che sono seduto, mio caro amico Tiziano.
    Prima o poi passerà…..lo so. Eh eh eh!!!

  2. john

    I have been looking through your images, I must say you are a better writer than a photographer, your images would mean very little if not accompanied by words, i am sure that your images are appreciated by a wide audience, but must admit they are nothing special, however best of luck, and sorry if i wrote the only negative comment.
    Regards
    John Kolwitz

  3. mm

    Hello John, welcome to my blog.
    You don’t have to be sorry. You have your own opinion and I respect it.
    Sometimes negative comments can be more useful than positive ones.
    I just would like to say one thing. I don’t take pictures for my “audience”.
    I do it for myself.
    I don’t want to please everybody, because – in my humble opinion – when you please everybody, you please nobody.

    My photography is a simple media that allows me to express my own emotions. And so it’s my writing.
    Sometimes it’s necessary to go beyond appearances to understand this.
    Have a good day, Umberto

  4. Apprezzo la schiettezza dell’amico John che con una certa classe ha detto di non apprezzare le tue immagini. Il che è meglio di chi non lo dice, di chi come una cometa guarda e scappa, di chi dice una bugia per compiacere. Mi chiedo, però, perchè tanta inusuale schiettezza nel dire “Eih amico, questa roba mi fa cagare, è meglio che cambi mestiere”. Insomma non lo fa quasi nessuno oggi, e se da una parte questo può essere considerato un pregio, ritengo che la critica, come il complimento, debba essere ben espressa. Meglio caratterizzata. E’ come se ad una cena ci si alzasse in piedi per esprimere il proprio disgusto, per le pietanze da altri apprezzate. Troppa schiettezza o inutile maleducazione? E’ difficile dirlo….

  5. bestpainter

    Buongiorno ai blogger. Sto con te Doc, non ti conosco ma sto con te. Opterei per la seconda scelta che ci hai proposto, cioe’ l’inutilita’ di una maleducazione gratuita (aggiungerei). Ci sono passato anch’io per situazioni analoghe ed ho imparato solo questo: Quando c’é qualcosa di nuovo e di positivo, si incontra sempre qualcuno che tenta di minarne la stabilita’. Per fortuna non e’ il caso di mister Photogeisha, visto che ha spalle grandi.
    Perdonate il commento forse piu’ appropriato ad una riunione di condominio che ad un blog serio come questo, ma a volte e’ necessario. Complimenti ancora a Doc per il paragone con la cena che calza a pennello!
    Buona giornata.

  6. ローラ

    Ho sempre avuto grande rispetto per chi nn si “intimidisce” nell’esprimere il proprio pensiero…..e di fronte a tutti dice ciò che pensa senza tanti fronzoli.
    I miei occhi sono stati abituati (da troppo tempo) a commenti come questi, eppure, meraviglia e domande continuano a crearsi….
    All’inizio nn comprendevo perchè una persona che ritiene la tua opera nn così speciale, si prodigasse così tanto x esternarlo, utilizzando a volte anke termini nn propriamente consoni, concludendo con le scuse e consigli.
    Forse questo mondo è ricco di “buon samaritani”……dove io nn sono così buona, e mi ritengo anke più “violenta” eppure nn arrivo a capire del tutto…..
    Forse il fiume scorre e qualcuno ogni tanto passa…..
    Che photogeisha sia bravo a scrivere, questa nn è una novità, nn abbiamo scoperto l’acqua calda…
    “commercialmente” potrebbe essere un buon modo per far approcciare la propria arte rendendola più accessibile….
    Tuttavia…. raramente ci capita che un artista spieghi in modo così intimopersonale cosa gli ha offertoregalato quell’immagine….
    Cosa è accaduto durante la creazione, qual era il suo stato d’animo….
    ma il mondo è bello perchè vario….e l’acqua continua a scorrere….
    I veri antagonisti siamo solo noi stessi…..e i nostri limiti che ogni giorno tentiamo di superare….
    Doc ancora una volta mi hai tolto le parole di bocca!Gran classe!!!

  7. purple angel

    I think you are too good to write as a photographer,
    and if you are a writer you are too much good to take photo.
    You eat Japanese cuisine in Italy, but you don’t eat Italian in Japan…

  8. mmm deehooo avrebbe risposto in altro modo, piu’ diretto sicuramente e forse piu’ giusto secondo certi versi.
    Come gia’ detto, john non ha detto “mi fanno cagare le tue foto” ma “non sono nulla di speciale e senza spiegazion non sucsciterebbero nulla”… pero’ una critica fatta cosi’ (che critica non e’, mi sembra solo una sorta di volpe e l’uva odierna… tanto era acerba…) e’ fatta a pene di cane… a che serve dire cio’ senza spiegarne il motivo?
    Grazie alla Gheisha si possono vedere e “sentire” opere… i versi che le accompagnano ti ci fanno “entrare” dentro!
    Invece che dire grazie per la semplicita’ e l’umilta’ con cui ci rende partecipi, si scrivono parole buttate li’… come per cercare di uscire dal coro…
    Se esistesse la macchina del tempo andre indietro a trovare Leonardo per chiedergli “a Leona’… ma che vor di’ quer sorriso ‘nfaccia aaggioconda???”, sicuramente non risponderebbe… Invece la Gheisha e’ sempre disponibile, sincera e chiara… (tie’ mo ne parlo pure al femminile!!!)

    p.s. e mo’ me devi scrive Bentornato senno’ riscappo!!!!!

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.