RITA GISELA E L’ARTE DELLA SEMPLICITA’ – RITA GISELA AND THE ART OF SIMPLICITY
Rita Gisela e la sua morbosa curiosità, hanno regalato alla mia memoria, un pensiero puro, limpido e cristallino: la semplicità.
Quella piacevole, complicatissima arte del sottrarre.
Se non si possiede e non si padroneggia un linguaggio collaudato nel tempo, l’attuazione di questo principio è molto più che un incubo.
Aggiungere è facile, può essere anche divertente. Un po’ qui, un po’ là ed alla fine qualcosa viene fuori.
Ma quando veniamo alla fotografia – e alla vita – sono rarissime le eccezioni e queste non fanno altro che confermare la regola.
Perciò, ve lo chiedo per favore, cercate di essere lineari, cercate di essere essenziali, cercate di essere semplici.
English
Rita Gisela and her strong curiosity, let me think again to the pure, clear and bright concept of simplicity.
This is incredibly connected to the pleasant but complicated art of subtraction.
If you do not have and do not master a proper artistic language, facing this conception could be a nightmare.
Add is easy, it can be also enjoyable. A little bit here, a little bit there and, at the end, you’ll get something. Maybe it’s not that good, but it’s something anyway.
But, when we come to photography – and to life – there are very few exceptions to the simplicity rule.
So, I beg you, be plain, be essential, be simple.



Como estas Umberto?
… so surprised to see my name in your blog!
Happy to hear more of your thoughts about simplicity.
And the red soap is just spectacular!
A wonderful match for today’s lines. Specially the last one!
Yo estoy bien, y vos?
I mentioned your name – I told you many times that I like it very much – also in the Buenos Aires article.
I was looking for the book you suggested me in one of your comments – “The art of simplicity” – but it seems it was published only in French.
Besos, Umberto
Esprimere un concetto con la massima semplicità possibile è uno dei mestieri più difficili che esistano…
Pensare con la più grande semplicità è un arte!!!
Umbe’… non so perche’…. a parte la semplicita’… ora diro’ una cavolata, ma perche’ questa foto mi fa pensare al verde!
Buongiorno Federico.
Ho guardato a lungo l’immagine, ma non sono riuscito a capire perché ti faccia pensare al verde.
Volendo considerare il sapone color magenta – cosa che comunque non è – il verde è il suo colore complementare.
No, non ci siamo, mi serve necessariamente qualche indizio in più.
non lo so… vedo il rosso/magenta (ma non ho pensato ai complementari giuro), vedo l’azzurro, il bianco e il giallo, manca il verde ma non lo capisco perche’! Magari un asciugamanetto poggiato verde, o mi ricorda la bandiera italia/francia… non capisco..
Il verde manca, ma anche il giallo diciamo che latita.
E’ una Polaroid che canta la Marsigliese.
Ecco forse ho capito, lo associo a RGB!!!!
Buongiorno Umberto,
intanto fammi dire che mi piacciono moltissimo le tue foto e il tuo blog, sei una boccata d’aria!
Scusate l’intromissione, ma anch’io vedo quel verde…li’ sul muro e sulle incrostazioni… l’unione dell’arancio col blu… 🙂
Grazie Giulia e benvenuta sul mio blog. Mi fa piacere che tu lo abbia apprezzato.
Sulla questione verde, non mi riferivo alla dominante leggerissima (ci potrebbe anche stare), ma al fatto che la foto faccia pensare al verde.
Per le Polaroid poi non correggo quasi niente. Dopo la scansione cerco di rispettare il più possibile, contrasto, tono e colore dell’immagine originale.
la macchia gialloruggine causata dalla goccia di acqua calda (del rubinetto fuori campo) e’ fantastica. mi fa vedere in che stato si trova lo scaldabagno.con questo tipo di foto mi si ferma il tempo…