15
Giu
2010
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My ten pictures story

Dieci scatti in quarantacinque minuti. Né uno di più, né uno di meno.
Obiettivo rigorosamente in orizzontale.

Una sfida non semplice in un paese di soli quattro abitanti.
Un ritorno ad un antica, “istantanea” passione.

E così, idee chiare e fantasia in spalla, ho cercato di cristallizzare l’inesorabile battito del tempo che fugge.

L’ho raccontata a modo mio la favola di Lily, insieme all’Angelo che continua a tenermi per mano.

English

Ten shots in forty-five minutes. Only ten.
A 35 mm lens. Just horizontal pictures.

A not easy challenge in a town of four people.
A return to the style of my past.

I pushed my ideas and my imagination and I crystallized the relentless beat of time.

I tell the tale of Lily in my own way, along with the Angel, which continues to hold my hand.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11 Responses

  1. mm

    Yes Mark is a kind of dream or, like Maddalena said, visions that can be seen from a car window.

    Grazie Sara, sono contento che tu sia rimasta ad ascoltare la mia storia.

  2. Doc

    Lo voglio fare anche io!!! Amico davvero un viaggio da 4 bicchieri in poi…. È il passo incerto ma voluttuoso di chi si domanda lisergicamente il perchè siamo su questa terra

  3. mm

    E’ stato un ottimo esercizio Doc.
    Era stato assegnato agli studenti, ma ho ritenuto giusto cimentarmi anche io in quest’interessante sfida con se stessi.

    Loro hanno avuto un’ora di tempo, ma io, a causa di altre cose da fare, ho iniziato con 15 minuti di ritardo.
    A loro è stato concesso anche di cambiare la focale, ma secondo me è un errore.

    Ti consiglio di ripetere l’esperimento come ho fatto io:

    45 minuti.
    Una focale (io ho scelto il 35 mm).
    Una sola impostazione ISO.
    Un solo orientamento (o verticale o orizzontale).

    Le mie foto hanno ricevuto una media di 3 minuti di post-produzione, incluso il ridimensionamento ed il salvataggio in jpg.
    30 minuti in totale.
    Anche qui c’è la necessità di non esagerare, per non stravolgere il senso originario dello scatto.

    Scegli il soggetto, costruisciti in testa una storia, pensa, pensa, pensa, poi scatta.
    Considera che da quando Howard ha proposto l’esercizio e l’inizio dello scatto, saranno passati sì e no dieci minuti.
    Questo è stato un ulteriore limite o forse proprio il vantaggio che ha liberato l’istinto là dove la ragione non può arrivare.
    Chi lo sa?

  4. Roberto

    Bazzico sul tuo blog e vedo cose proprio interessanti, sarebbe una gioia e un onore metterci il cotone sotto alla storia di Lily! non si sa mai, grazie e a presto

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