Margherite, fazzoletti e vasi improvvisati – Daisies, handkerchiefs and extemporary vases

L’istinto sopravvive nell’impercettibile spazio tra la richiesta ed il diniego.

Una reazione incontrollabile di natura pavloviana.
Stimolo incondizionato, comportamento riflesso.

Margherite, fazzoletti e vasi improvvisati.

ENGLISH

Instinct survives in the imperceptible space between request and denial.

An overwhelming reaction of Pavlovian nature.
Unconditioned stimulus, unlearned reflex response.

Daisies, handkerchiefs and extemporary vases.

Nuda di bianco e densa di piacere – Bare of white and dense with pleasure

Un’altra delle mie finestre sul mondo per asciugare un pomeriggio gonfio di pioggia ed utopia.

Immagine vestita d’imperfezione e caos.

Immagine nuda di bianco e densa di piacere.

ENGLISH

And yet another of my windows on the world to dry an afternoon swollen with rain and utopia.

An image dressed with imperfection and chaos.

An image bare of white and dense with pleasure.

Kryžių Kalnas

Tanto di cappello al popolo lituano per la paziente, tenace determinazione con la quale ha risposto all’arroganza – e alle ruspe – del regime sovietico, ribadendo insistentemente al suolo quelle croci che sì tanto timore provocarono all’ateo comunismo staliniano.

Evidentemente, anche in tema di ruspe, torna d’attualità la massima orwelliana, per cui, seppur nell’eguaglianza meccanica, alcune ruspe sono più maledettamente uguali delle altre.

ENGLISH

Hats off to the Lithuanian people for the patient, tenacious determination with which they replied to the arrogance – and to the bulldozers – of the Soviet regime, insistently tearing down on the ground those crosses that so much fear caused to the atheist Stalinist communism.

Evidently, even about bulldozers, the Orwellian statement is revitalized by current events, therefore, though in the mechanical likeness, some bulldozers are more bloody equal than others.

La solitudine del viaggiatore – The traveler solitude

La solitudine del viaggiatore è una strana malattia.
Regala piaceri immensi ed inesorabili tristezze.

Taglia come carta, gioca come bambino a rincorrere le ombre sul muro della vita.

Esalta, oltre ogni possibile immaginazione, quegli attimi che fino a ieri avevi soltanto desiderato. Scuote, abbatte, deprime.

Solo tu la puoi curare, vestendola di leggerezza.
Lasciandola scorrere nel letto di quel fiume che ineluttabilmente si incammina al mare.

ENGLISH

The traveler solitude is a strange disease.
It gives immense pleasures and inevitable sadness.

It cuts like paper, it plays like a child chasing shadows on the wall of life.

It glorifies, beyond every possible imagination, those moments that until yesterday you had only wished for. It shakes, discourages, depresses.

Only you can treat it, by dressing it lightly.
By leaving it in the bed of that river which ineluctably head for the sea.

Un valzer di endorfine – An endorphin waltz

Un volo pindarico di gabbiani e pois sulla spiaggia di Jūrmala.

Il cielo minaccioso si rivela nella scura placidità del Baltico.

Un valzer di endorfine tra l’ho visto e l’ho solo immaginato.

ENGLISH

A pindaric flight of seagulls and polka dots on Jūrmala beach.

The menacing sky shows up in the Baltic Sea dark calmness.

An endorphin waltz between the seen and the simply imagined.

Più di mille parole – A thousand words

Un’immagine, a volte, può valere davvero più di mille parole.
Soprattutto se riusciamo a coglierne l’innegabile valore simbolico.

Questa la voglio dedicare alle tante, troppe persone che, interrogandosi ostinatamente sui beneamati cazzi miei, non riescono a trovare risposte soddisfacenti…no, neanche dal Mar Baltico si vede la vastità…

Comunque, vastità a parte, mi permetto di dare loro un consiglio.

Non trascorrete la vita su una panchina in attesa di quel meglio che deve ancora venire, perché, mi spiace dirvelo, probabilmente non arriverà mai.

Ad maiora!

ENGLISH

An image can sometimes be worth a thousand words.
Especially if we can catch its undeniable symbolic value.

I want to dedicate this one to the many, too many people who, insistently questioning my fucking business, can’t find any satisfying answer… no, not even from the Baltic Sea you can see the immensity of the fuck I care.

However, immensity aside, I’d like to give them a little advice.

Do not spend your life on a bench waiting for the best that is yet to come, because, sorry to tell you, it will probably never arrive.

Ad maiora!

Senza una ragione precisa – For no apparent reason

Tallinn, Piazza della Libertà.
Dopo il solito, disorganizzato scalo a Francoforte, arrivo finalmente in albergo.
Nella piazza di fronte è un trionfo di luce e palloncini azzurri.

Lancio letteralmente le valigie al concierge basito e mi precipito fuori per cogliere l’attimo.
Chiedo lumi e mi rispondono che è la commemorazione per i 10.000 estoni deportati – senza una ragione precisa – in Siberia nel 1941.

Dopo Cina, Cambogia, Cuba, Corea del Nord, Laos, Vietnam, Tibet ed altre peregrinazioni a sinistra del democratico buon senso, è l’ennesimo sfregio all’unanimità che passa inosservato.

Mentre continuo a scattare, un pensiero è predatore di pensieri.
Le dittature vanno fermamente condannate, a prescindere dal colore o dalla direzione presa.

Ed invece, come avrebbe detto George Orwell, “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.”
Tre quarti di secolo da questa frase capolavoro ed è ancora, ingiustamente, così.

ENGLISH

Tallinn, Freedom Square.
After the usual, messy stopover in Frankfurt, I finally arrived at the hotel.
In the square, right in front of it, there is a triumph of light and blue balloons.

I literally threw the suitcases to a speechless concierge and rushed out to catch the moment.
After asking few questions, I’ve been told that is to commemorate the 10.000 Estonians deported – for no apparent reason – to Siberia in 1941.

Beyond China, Cambodia, Cuba, North Korea, Laos, Vietnam, Tibet and other pilgrimages to “Left of Democracy”, is, once again, another insult to humanity going unnoticed.

I keep shooting with a bee in my bonnet.
Dictatorships must be firmly condemned, regardless of the color or orientation.

And instead, as George Orwell would have said, “All animals are equal, but some animals are more equal than others.”
Three quarters of a century since this masterpiece sentence and it is still, unjustly, so.

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